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La mostra organizzata in collaborazione con Mitterrand Gallery per la Milano Design Week

Pandolfini Casa d’Aste, in collaborazione con Mitterrand Gallery, ha presentato il 21 aprile Giardino Alchemico, la mostra personale dell’artista francese Julie Hamisky, rimasta aperta al pubblico fino al 26 aprile in via Manzoni, 45.

Curata da Ivan Mietton, la mostra ha riunito una selezione di sculture e opere capaci di incarnare perfettamente l’approccio distintivo di Hamisky alla trasformazione della fragile materia organica in forme scultoree permanenti. Attraverso l’elettroplaccatura – tecnica che consiste nell’immergere fiori, foglie ed elementi vegetali in un bagno galvanico attraversato da corrente elettrica – l’artista preserva le venature, le pieghe e le texture più delicate del materiale vivente nel momento che precede il suo naturale decadimento.

Giardino Alchemico si è presentata così così come un giardino sospeso, in cui opere monumentali e lavori di dimensioni più contenute hanno condiviso lo spazio espositivo: La Géante (2024), un papavero ingrandito fino a dimensioni quasi architettoniche unisce precisione botanica e presenza scultorea; Aqua (2024), un lampadario composto da forme vegetali galvanizzate, trasforma la natura in struttura luminosa, mentre sculture come Bloom, Volcano e la serie Still Life sviluppano ulteriormente il dialogo tra ornamento, oggetto e forma autonoma.

A completare l’esposizione, anche una selezione dei gioielli dell’artista, nei quali singoli fiori e frammenti botanici vengono conservati nella loro scala originaria. Vere e proprie opere indossabili, realizzate con la stessa tecnica di trasformazione, che permettono al corpo di diventare luogo d’incontro con una natura sospesa.

Tra arte e design, il lavoro di Julie Hamisky è – come lo descrive lei stessa – una corsa contro il tempo che inizia con la scelta di un fiore fresco. Il processo rimane in parte imprevedibile: «Variazioni di corrente, durata e temperatura producono sottili modulazioni cromatiche, dai verdi profondi e blu elettrici fino ai lilla e ai caldi toni del rame. Ossidazione e fuoco completano la trasformazione, lasciando sottili involucri metallici che conservano ogni piega e venatura dell’origine organica» racconta Julie Hamisky. «Non si sa mai davvero quale risultato darà l’elettroplaccatura, è sempre una sorpresa. A volte il decadimento mette in evidenza una caratteristica precisa, altre volte la trasforma completamente» conclude l’artista.

Questa mostra e la collaborazione con Mitterrand Gallery nascono da una precisa visione di Pietro De Bernardi, AD di Pandolfini, che ha fortemente voluto realizzare il progetto riconoscendo nel lavoro di Julie Hamisky una sintesi ideale tra arte contemporanea, design e tradizione artigianale.

L’iniziativa, inoltre, si inserisce in una più ampia volontà della Casa d’Aste di aprire i propri spazi a eventi culturali e progettuali capaci di dialogare con la città e con il pubblico internazionale. «Mettere a disposizione la nostra sede per iniziative come questa significa trasformarla in un luogo vivo di incontro e scoperta» afferma De Bernardi. «Vogliamo che Pandolfini sia non solo un punto di riferimento per il mercato dell’arte, ma anche un luogo culturale dove discipline e visioni diverse possano incontrarsi e generare nuove connessioni».

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