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ENSOR 2024: le Fiandre celebrano il Grande Maestro fiammingo con mostre, esposizioni e iniziative culturali

Nel 2024 saranno 75 anni dalla morte di James Ensor (1860-1949), noto pittore fiammingo nato e vissuto a Ostenda, una meravigliosa città sulle rive del Mare del Nord. 

Per l’occasione, da dicembre 2023 a settembre 2024, lo straordinario e inconsueto artista verrà ricordato con un programma culturale ambizioso, ricco di mostre e iniziative, che coinvolge la sua amata città e il museo KMSKA di Anversa e che intende stimolare un’esperienza approfondita dell’opera di Ensor, non solo tra gli intenditori, ma anche tra il grande pubblico. 

 

Il 12 dicembre 2023, un evento carnevalesco, con sfilate in puro stile Ensor, farà da apertura alle varie iniziative dedicategli, tra cui spiccano le mostre “Rose, Rose, Rose, A mes yeux”, dal 16.12.23 al 14.04.24 al Mu.ZEE di Ostenda, e “In your wildest dreams, Ensor beyond impressionism”, ad autunno 2024 presso il KMSKA di Anversa.  

Se la prima mostra pone l’accento sul tema della natura morta, presente in tutta l’opera pittorica di Ensor e di altri artisti belgi, la seconda vede il Museo Reale di Belle Arti (KMSKA) confrontare l’opera di Ensor con quella di importanti artisti come Rafaëlli e Monet, e con quella di noti predecessori e contemporanei come John Martin, Edvar Munch ed Emil Nolde. 

 

Altre numerose esposizioni, dalla mostra per famiglie al Fort Napoleon, fino a quella dedicata agli Autoritratti alla Ensorhuis, permetteranno di ripercorrere la sua eclettica e particolare carriera, scoprendone i segreti nascosti. 

 

Ensor e la sua amata Ostenda

Regina delle città balneari e porto tra i più importanti del Belgio, Ostenda combina la grandezza della Belle Époque con il fascino artistico di James Ensor e dei suoi numerosi successori.  

Questa perla, che impernia la sua storia attorno al mare su cui si affaccia, si distingue per la sua lunghissima spiaggia di sabbia finissima, dove poter fare rilassanti passeggiate. Il suo fascino regale e il lungomare, ricco di ristoranti e negozi, si mescola alla sua anima di cittadina di pescatori, com’era in origine. Una volta località balneare favorita dall’alta società belga, Ostenda è oggi una città d’arte, vivace e contemporanea, conosciuta per la cultura e la gastronomia. 

 

L’arte, in questa città, gioca un ruolo a dir poco fondamentale. Ogni suo angolo, infatti, è intessuto della storia del grande artista fiammingo James Ensor. Pioniere dell’arte moderna, Ensor ha un legame indissolubile con Ostenda, in cui è nato e vissuto, fino alla morte. Durante la sua lunga vita e carriera artistica, di cui sono testimoni le sue numerose opere, Ensor ha lasciato raramente la sua città natale, teatro della sua evoluzione artistica e che oggi lo celebra conservandone i suoi preziosi lavori. 

Dal carattere difficile e solitario, Ensor ha, lungo il suo percorso, vissuto alti e bassi. Il suo stile provocatorio, critico nei confronti della società in cui viveva gli ha causato, negli anni, non pochi problemi. Ma per il padre del simbolismo belga, provocare e utilizzare le sue opere come veicolo di critica sociale è sempre stato più importante che ricevere giudizi negativi. I capolavori dell’artista, popolati di maschere dal sapore carnevalesco e macabri scheletri, come “L’entrata di Cristo a Bruxelles”, ai tempi non vennero capiti, troppo forti per quella società di cui Ensor si faceva beffa.  

 

Opera cardine del suo legame con la città e, allo stesso tempo, esempio di scherno nei confronti dei suoi concittadini, così vicini ma lontani da lui, è “I bagni di Ostenda”. Il disegno del 1890, surreale e caotico, rappresenta la borghesia che un tempo affollava la spiaggia cittadina e che Ensor trovava ridicola, quasi un insulto nei confronti del suo amato mare. Per celebrarne la genialità, il fotografo e artista Athos Burez ha voluto ricreare, nel 2020, ben 130 anni dopo, la scena nella vita reale. Coinvolgendo gli stessi cittadini di Ostenda, Burez li ha resi protagonisti della nuova versione dell’opera, rendendola una diapositiva della società moderna, oltre a riprendere alcuni temi già trattati da Ensor nell’originale, come nudità e omosessualità. 

 

Oggi, moltissime sue opere sono esposte nella sua città, che ne esalta il talento con mostre ed esposizioni. Scrigno prediletto dei suoi dipinti è la Ensor House, casa paterna dell’artista, capace di conservarne la sua essenza. Aperta al pubblico, la casa di Ensor, oltre a raccogliere alcune delle sue più importanti opere, trasporta nella vita del pittore, che ha vissuto circondato da ninnoli e maschere vendute nella bottega della madre, oggi conservate ed esposte. Cinque stanze, tra cui un centro interattivo, dedicate ai temi che hanno fatto di Ensor l’eclettico artista che conosciamo oggi.  

Anche il Mu.ZEE, museo di arte belga moderna e contemporanea, conserva alcune delle opere di Ensor. L’Autoritratto con cappello fiorito, fra i suoi più famosi dipinti, è conservato qui. 

 

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